Una vicinanza concreta, attenta, divertente… a distanza!

Non si sono persi d’animo gli operatori della cooperativa sociale Il Germoglio di Pescara, che gestisce i centri sociali di via Stradonetto e via Nenni, e nell’emergenza covid hanno dato il meglio di sé: hanno raccolto i frutti di quanto seminato in passato, hanno ideato soluzioni, hanno dimostrato un’attenzione del tutto particolare a chi era loro affidato. Così, i circa ottocento anziani che frequentano abitualmente i due centri sociali non si sono sentiti soli neanche quando le due strutture sono state forzatamente chiuse per l’emergenza: si sono fidati degli operatori e hanno fatto tante scoperte.

Ce le racconta Aida Marino, presidente della cooperativa, assistente sociale e coordinatrice delle attività: “I centri sociali che gestiamo mirano a favorire un invecchiamento attivo. Così, da anni proponiamo una vasta gamma di attività che vanno dalla ginnastica al teatro dialettale all’inglese alla musica all’informatica e via dicendo”. Proprio l’informatica si è rivelata vincente in questo periodo: “Avendo alfabetizzato digitalmente i nostri anziani, abbiamo puntato sulla tecnologia per relazionarci con loro, aprendo un canale Youtube, animando la nostra pagina Facebook e soprattutto creando ben sedici gruppi WhatsApp, uno per ogni attività (teatro, inglese, musica, arte ecc.), che si stanno dimostrando realmente vincenti per dialogare e far dialogare, condividere emozioni, suscitare curiosità e tenere attivi gli utenti. Ma non solo: proprio questi gruppi sono un formidabile strumento per far sentire la nostra vicinanza a persone che, altrimenti, sarebbero sole in questo periodo che le tiene lontane dai centri sociali. Così, abbiamo colto la palla al balzo e abbiamo scelto di tenere sotto controllo anche il loro stato di benessere psicofisico: è sufficiente che qualche anziano non si faccia vivo sulle chat per un paio di giorni che i nostri operatori lo chiamano telefonicamente”.

I risultati sono sorprendenti: “Sicuramente stiamo conoscendo di più i nostri anziani perché ci stanno “aprendo” le porte di casa ogni volta che li invitiamo a piccole competizioni fotografiche su aspetti della quotidianità e della loro vita, che poi condividiamo sulla nostra pagina Facebook, sulla quale realizziamo anche altre attività come l’angolo della preghiera, che accompagna quotidianamente tanti di loro, facendo emergere una fede tenace e profonda. Ma soprattutto, i nostri anziani non si sono ammalati di covid, perché nella fase più dura del lockdown li abbiamo pressantemente invitati a rimanere a casa, e le loro famiglie si sono sentite fortemente rassicurate”.

Un lavoro appassionante, dunque, che ha ottenuto riconoscimenti anche a livello nazionale: “Sì, ci siamo classificati al secondo posto nel concorso nazionale “Concentriamoci”, organizzato da FederCentri, il network dei centri sociali per anziani. E una nostra anziana, che ha imparato a suonare l’organetto in questi mesi grazie a videolezioni, è finita anche su Mi manda Raitre, facendo emergere la passione sua e di tutti i nostri utenti per l’Abruzzo!”.

Cosa vi sta insegnando questa esperienza? “In primo luogo, che i social network uniscono, anche se virtualmente. Inoltre, che sono un antidoto eccezionale alla solitudine. In terzo luogo, che grazie alla tecnologia la vita può essere meno nera di quello che si teme. Infine, che con queste attività virtuali abbiamo dato continuità ai nostri centri sociali, facendo una prevenzione mentale e fisica per tantissime persone altrimenti impossibile”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *